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31 Gennaio 2005
Zucchero. Una riforma salata?
Il Parlamento europeo durante la sessione plenaria di marzo voterà la proposta di risoluzione per la riforma dell'OCM zucchero
I Ministri dell'agricoltura e pesca si sono incontrati a Bruxelles questa settimana (24 gennaio) per esaminare le ripercussioni del progetto di riforma del settore zucchero per i paesi fornitori ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) e per i Paesi meno avanzati (PMA). Lo zucchero è un prodotto largamente scambiato a livello internazionale, e l'UE svolge un ruolo di primo piano sui mercati mondiali con un volume di commercio che si aggira sui 40 milioni di tonnellate.
di Daniele Cardella
L'attuale Organizzazione Comune di Mercato (OCM), oggetto della riforma, si fonda sul mantenimento dei prezzi elevati sul mercato interno attraverso la protezione alla frontiera, e sulla ripartizione della capacità di produzione su tutto il territorio dell'Unione attraverso quote nazionali. Il regime di sostegno per lo zucchero si caratterizza per l'autofinanziamento, da parte dei produttori, del costo di bilancio relativo allo smaltimento della produzione eccedente le quote. La complessità del settore, unitamente al fatto che il regime di quote e contributi alla produzione abbiano evitato un incremento fuori controllo della spesa a carico del bilancio comunitario hanno contribuito a far sì che il settore saccarifero sia sempre riuscito ad evitare una riforma radicale.
La riforma del settore dello zucchero, resa inevitabile di fronte ad un divario sempre più profondo tra i prezzi praticati nell’UE e quelli praticati sul mercato mondiale, si cala in un contesto internazionale molto articolato. Bisogna, infatti, considerare: il ruolo dell'UE in seno all'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), gli impegni presi dall'Unione nei confronti dei Paesi ACP di applicare importazioni preferenziali alle loro esportazioni di zucchero, e l'iniziativa "Tutto tranne le armi" (accesso a dazio zero e senza quota a tutti i prodotti, escluse le armi, che provengono dai Paesi meno avanzati).
Le proposte per la riforma dell'OCM zucchero, contenute nella comunicazione della Commissione europea, di luglio 2004, sono basate sulla combinazione di diversi elementi: una sensibile riduzione del prezzo di sostegno istituzionale applicabile allo zucchero comunitario, la soppressione dell’intervento pubblico, la riduzione delle quote e la trasferibilità delle quote tra diversi Stati membri. Secondo la Commissione, se non sarà riformata, la politica europea nel settore dello zucchero finirà per essere un’anomalia, in contrasto con i principi fondamentali della nuova Politica agricola comune, ossia l’orientamento al mercato, il sostegno disaccoppiato al reddito agricolo, il rafforzamento dello sviluppo rurale.Le reazioni politiche a questa proposta sono state durissime. Dieci Stati membri, tra cui l'Italia, hanno inviato una lettera alla Commissaria Fischer Boel chiedendo che la riforma in discussione mantenga la distribuzione attuale della produzione di zucchero sull'insieme del territorio comunitario, e auspicando una riforma che non introduca la possibilità del trasferimento di quote tra gli Stati membri e che preveda una riduzione del prezzo istituzionale nettamente minore e più graduale di quella proposta dalla Commissione nella sua comunicazione.
Il Parlamento europeo durante la sessione plenaria di marzo voterà la proposta di risoluzione per la riforma dell'OCM zucchero del relatore Fruteau (Gruppo PSE). Il contenuto del testo di risoluzione, in discussione in commissione parlamentare, sta trovando ampi consensi anche da parte dei deputati degli altri gruppi politici. In proposito Antonio PANZERI, membro della commissione parlamentare Agricoltura e sviluppo rurale, ritiene che "la risoluzione apre una strada nuova e permette di collocare questa discussione sullo zucchero in un quadro molto più equilibrato rispetto a quello proposto dalla Commissione europea."
Nel documento il relatore socialista, oltre a sollevare dubbi sull'efficacia della iniziativa "tutto tranne le armi", sottolinea che la riduzione dei prezzi dello zucchero proposta dalla Commissione europea va al di là della necessità di adeguamento all'Organizzazione mondiale del commercio.
Ritornando al Consiglio dell'agricoltura di questa settimana, a margine del meeting, i Ministri dei Paesi UE hanno incontrato i rappresentanti dei paesi ACP produttori di zucchero che godono di un accesso preferenziale al mercato europeo, ai quali hanno presentato un piano d'azione per attutire, con misure di accompagnamento, i danni di questa riforma per i loro Paesi . Piano che, per ora, sembra essere stato accolto con poca soddisfazione. Il percorso di riforma va avanti, ma molto dipenderà anche dall'esito del ricorso in appello presentato dalla Commissione europea contro la sua condanna all'OMC nel dossier del regime di aiuto ai produttori di zucchero.
L'organo di regolamento delle controversie all'OMC , il panel "zucchero" dovrebbe pronunciare il suo verdetto finale verso fine marzo o inizio aprile, prima della presentazione, a fine maggio, delle proposte legislative della Commissione sulla riforma del settore saccarifero.
(L'OMC ritiene di sanzionare l'UE ritenendo che l'export UE dal 1995 supera il limite di 1,273 milioni di t. annui a cui si era impegnata).
Da www.dspe.net
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